Storia

Da tempo c'era la volontà di recuperare il noneso, di mettere in evidenza la coscienza di appartenenza ad una minoranza linguistica come quella ladino-nonesa e così un gruppo di appassionati, seguiti e coordinati, in particolare dalla dottoressa Caterina Dominici e dal linguista David Wilkinson, hanno condotto delle ricerche recuperando tutti i testi degli storici e dei linguisti.

Quasi tutti gli storici e i linguisti hanno dimostrato che la parlata non è un semplice dialetto, che il nones non è una parlata dialettale del Trentino ma una vera e propria lingua del ceppo retico-latino, una vera e propria lingua ladina.

Ladino vuol dire appartenente alla famiglia della ladinità che va dal Friuli all'Engadina, attraverso il bellunese, la val Badia, la val Gardena, la val di Fassa, la val di Non, una volta anche la val Venosta e la val di Sole.

Ladino significa discendente direttamente dal latino, in particolare ladino è un aggettivo che si usa per indicare le parlate nelle varie valle alpine (quelle elencate sopra) che provengono direttamente dal latino per trasformazione attraverso i secoli. Infatti, la val di Non è l'unica valle che ha avuto il riconoscimento di cittadinanza romana nel 46 d.C. dall'imperatore Claudio, il che vuol dire che all'epoca tutti i nonesi parlavano latino. Nel corso dei secoli il latino si è trasformato attraverso la parlata della gente in un linguaggio vero e proprio quale la nostra lingua nonesa.

In quanto tale noi possiamo avere il riconoscimento, prima da parte della Provincia e poi dallo Stato Italiano, di "minoranza linguistica nonesa-ladina" la cui parlata non può essere specificata solo col termine "nonesa", perchè la Costituzione italiana riconosce tra le lingue minoritarie anche quelle tedesche, greche, e il ladino nelle varie espressioni: friulano, fassano, gardenese.

Per poter avere il riconoscimento occorreva seguire delle tappe fondamentali: le prime due, le più rilevanti sono già state fissate nella storia per merito della legge n. 482 del 1999. Fu indetto un censimento in base al quale ognuno poteva dichiararsi italiano o appartenente ad una minoranza. La legge prevedeva che, se l'indice di preferenza della popolazione, tra cui quella nonesa, si fosse dichiarata ladina, in una certa zona, quel popolo era da considerare già minoranza linguistica ladina.

I nonesi, al di là di ogni previsione e con tutte le istituzioni contrarie, si sono dichiarati appartenenti alla minoranza linguistica nonesa per circa il 20%, circa 8.000, e ben 29 Comuni su 38 hanno dichiarato la propria popolazione "minoranza linguistica nonesa-ladina".

Queste sono state tappe assolutamente eccezionali per il riconoscimento della lingua. Per lo Stato i nonesi sarebbero minoranza linguistica ladina, ma non ancora per la Provincia perché deve essere recepito nello Statuto Speciale della Provincia stessa.